giovedì, 17 luglio 2008
poi una si trova a casa alle 9 di sera
e scopre che le hanno bloccato la linea del telefono
e scopre che non ha pagato la bolletta che scadeva un mese e mezzo fa
e scopre che non ha anche pagato due bollette dell'eletticità e una del gas
e si sorprende che non le abbiano anche staccato la luce
e scopre che tutte queste bollette erano in una cartellina di plastica in attesa di andare in posta (perché a lei piace avere il tagliando strappato invece della ricevuta virtuale, in questo è tremendamente analogica)
e che ha continuato a rimandare fino a dimenticarsene perché in posta durate il giorno non riesce ad andare
e la cartellina di plastica è finita sotto un quintale di scartoffie che aspettano da tempo di venire riordinate
insieme a un mare di altre cose
insieme ai suoi che le dicono delle cose che, e non le dicono ma le dicono che hanno bisogno di lei - e lei non c'è
insieme a telefonate che non fa lettere che non scrive persone che non vede
insieme a parole che dimentica e promesse che non mantiene
insieme alla sua vita e alla sua testa
che le dà la sensazione di continuare a essere una corsa forsennata su un tapis roulant che dà su un muro
e scopre
quanto vuoto dentro e intorno
quanta solitudine
che le viene voglia di buttare via tutto il troppo che di colpo è davvero troppo e la soffoca
e viene voglia di buttare cose vuote, piene solo d'abitudine e di paura del vuoto
e viene voglia di ritrovare il tempo e il respiro
e pensa che sarebbe ora di ascoltarsi
frenare
alleggerire
ritrovare un filo di logica in questo garbuglio raffazzonato e inconcludente
viridian©, evabè. | 22:38 | Permalink | commenti (11) |