Così come l'argento lasciato troppo all'aria si copre di una patina oscura, così a volte rapporti che pure hanno un certo valore, a forza di essere trattati noncuranza, a lungo andare si ossidano.
La mia testa lavora lentamente. Ci mette un po' a realizzare che qualcosa l'ha offesa, e cosa.
Prima scopre che non ha voglia di dire ciao a una persona amica con cui in genere parla volentieri. Poi realizza che non sa cosa dovrebbe dire. Poi realizza che già quel "dovrebbe" ha in sé qualcosa di sbagliato. Quindi capisce. Capisce che la negligenza a lungo andare crea danni.
Dove la negligenza in questo caso è una ineffabile sensazione di piccole bugie e omissioni, di essere stata cercata quando serviva e accantonata quando non serviva più.
Ho poi provato a spiegarlo via sms. Ma dopo mezza dozzina di messaggi abortiti perché più acidi di quanto volessi, ho capito che non si può relegare un chiarimento a 160 caratteri, e nemmeno a 320.
Mentre gli Interpol suonavano e io mi scoprivo recalcitrante a dire ciao senza ancora capire perché, ho sfiorato e sedato la rissa tra una nota diggei dell'ambiente indiefighetto milanese e Yuki. Nonostante e soprattutto dato l'umore malmostoso, c'è da dire che ho fatto passi da gigante rispetto a un anno fa.
La diggei, a dispetto di quanto dicesse di voler sentire il concerto, aveva più voglia di attaccare briga. Fosse stato l'anno scorso, mi ci sarei buttata con l'entusiasmo di Begbie. A questo giro avrei potuto vestirmi di rosso e rasarmi a zero, free Burma.
Certo, il fatto che la diggei non fosse una sconosciuta ha aiutato. Lei non mi ha riconosciuto, ma io ho riconosciuto lei. Quello che i "dai basta hai ragione" non hanno potuto, ha fatto l'elenco delle amicizie che abbiamo in comune e delle volte che ci siamo già incontrate. Anonimo anonimi lupus, ma dimmi che siamo reciprocamente qualcuno e forse ce ne vergognereremo. Per la delusione degli astanti (maschi), la protolotta nel fango si è trasformata in un conversare amabile e imbarazzato da coda in posta. Abbracci e tarallucci finali. Potere dell'identità svelata. Bah.
Tutto questo non c'entra con gli Interpol, ma è stato il mio concerto degli Interpol. Ah, Paul Banks è gran figo e vorrei sentirgli cantare i Joy Division per rabbrividire, la sua voce così vicina a quella di Ian Curtis.






